Un'altra negoziazione nel Regno Unito

creato da Ugo Merlone pubblicato 2020/01/12 23:04:00 GMT+2, ultima modifica 2020-01-13T00:01:54+02:00
Prince Harry, Meghan Markle, Princess Diana, Danny Baker, Sovereign Grant, tabloid, Regno Unito

Fonte Wikimedia

13 gennaio 2020

Dopo mesi di negoziati con l'Unione Europea e prima dell'uscita del Regno Unito programmata per il prossimo 31 gennaio, a sorpresa si torna a parlare di negoziazione in Inghilterra. Infatti il principe Harry e Meghan Markle le loro altezze reali, il duca e la duchessa del Sussex, hanno annunciato di  voler “fare un passo indietro come membri senior della famiglia reale” e di rinunciare a ricevere finanziamenti attraverso la Sovereign Grant. Al momento, secondo alcune fonti, Meghan è in Canada mentre il Principe Harry è rimasto in Inghilterra per negoziare i termini della loro uscita da un ruolo attivo nella monarchia inglese.

Sebbene non sia questo il tipo di negoziazione che affrontiamo nella nostra vita quotidiana, la sua analisi può offrire alcune opportunità di riflessione.

Partiamo dall'annuncio ufficiale dei duchi:

Gennaio 2020

Dopo molti mesi di riflessione e discussioni interne, quest'anno abbiamo scelto di effettuare una transizione iniziando a ritagliarci progressivamente un nuovo ruolo all'interno di questa istituzione. Abbiamo intenzione di fare un passo indietro come membri "senior" della famiglia reale ed adoperarci per diventare finanziariamente indipendenti, pur continuando a sostenere pienamente Sua Maestà la Regina. Grazie al vostro incoraggiamento, in particolare quello degli ultimi anni, ci sentiamo pronti a fare questo cambiamento. Ora abbiamo in programma di dividere il nostro tempo tra il Regno Unito ed il Nord America, continuando ad onorare il nostro dovere nei confronti della Regina, del Commonwealth e dei nostri patrocini. Questo equilibrio geografico ci consentirà di allevare nostro figlio con un apprezzamento per la tradizione reale in cui è nato, fornendo allo stesso tempo alla nostra famiglia lo spazio per concentrarci sul prossimo capitolo, incluso l'avvio del nostro nuovo ente di beneficenza. Non vediamo l'ora di condividere i dettagli completi di questo entusiasmante prossimo passo che effettueremo a tempo debito, nel contempo continueremo a collaborare con Sua Maestà la Regina, il Principe di Galles, il Duca di Cambridge e tutte le parti interessate. Fino ad allora, vi preghiamo di accettare i nostri più sentiti ringraziamenti per il vostro continuo supporto."

Dall’annuncio dei duchi del Sussex possiamo avere un'idea di alcuni degli aspetti in discussione:

  • indipendenza finanziaria;
  • equilibrio del tempo speso tra Regno Unito e Nord America;
  • fondazione di un nuovo ente di beneficenza.

Molto probabilmente questi saranno alcuni dei punti che verranno negoziati con la famiglia reale.

Tuttavia, secondo alcuni commentatori, uno dei motivi di questa mossa è il trattamento ricevuto da Meghan Markle da parte dei tabloid e dai media britannici. Ad esempio, in seguito all'indignazione suscitata nell'opinione pubblica, la BBC ha dovuto licenziare uno dei suoi presentatori, Danny Baker, che aveva twittato la notizia della nascita del royal baby illustrandola con la foto di uno scimpanzé.

Secondo il Washington Post, "i tabloid britannici sembrano degli specchi deformanti quando si tratta di scrivere articoli su Meghan Markle, impegnati non tanto a dare notizie quanto a distorcere la sua immagine". In realtà se lo scopo della mossa di Harry e Meghan fosse stato fermare le persecuzioni dei tabloid, avrebbero dovuto provare a negoziare questo aspetto direttamente con i media, anche se sinceramente questo sembra essere un risultato molto difficile se non impossibile da ottenere: di fatto, Lady Diana, la madre di Harry, è stata perseguitata dai media fino alla sua morte. Anche se secondo il Time, la morte di Diana ha cambiato il modo con cui i media si sono posti con i reali, secondo l'ex maggiordomo della principessa Diana, osservare la guerra dei tabloid britannici contro Meghan Markle è come `rivivere la storia’.

In alcune situazioni, riuscire a trovare un interlocutore con cui negoziare può essere più difficile della stessa negoziazione, specialmente quando è probabile che le controparti si comportino come dei bulli.