Il valore va creato, non distrutto!

creato da Ugo Merlone pubblicato 2017/05/21 14:35:00 GMT+1, ultima modifica 2017-05-23T04:18:07+01:00
Salone Internazionale del Libro di Torino, Tempo di Libri, conflitto, cultura, Chiara Appendino, Federico Motta, Torino, Lingotto, Milano

L'edizione 2017 del Salone Internazionale del Libro di Torino assume una rilevanza particolare. Infatti, in seguito al mancato accordo tra Milano e Torino e non senza numerose polemiche, l'Associazione Italiana Editori ha deciso di dare il via a una nuova manifestazione. Tempo di Libri è una manifestazione organizzata da una joint venture costituita da Fiera Milano e da una società di servizi della stessa Associazione Italiana Editori. La collocazione temporale (un mese prima del Salone Internazionale del Libro di Torino) e geografica (presso il quartiere espositivo di Fiera Milano–Rho) hanno fatto pensare ad una  scelta non guidata da una differenziazione temporale e geografica ma piuttosto diretta a catturare il pubblico del Salone Internazionale del Libro. Questa mossa è stata considerata un atto ostile e da qualcuno temuta oltre che prevedibile. Di certo non ha creato valore perché sembra una mossa fatta per prendersi una fetta di torta che qualcuno ha contribuito a preparare nelle ventinove edizioni del Salone Internazionale del Libro di Torino. 

 Sebbene i risultati della prima edizione di Tempo di Libri non siano stati esaltanti, un confronto tra le due manifestazioni non sembra semplice, anche se i risultati parziali del Salone Internazionale del Libro di Torino sono estremamente incoraggianti.

L' affluenza dei visitatori alle rispettive manifestazioni avrà senz'altro una grande importanza nelle trattative che si svolgeranno per cercare di trovare una soluzione a questa spaccatura.

Un primo vertice con Federico Motta ha permesso alla sindaca di Torino Chiara Appendino di ribadire i punti irrinunciabili, ossia la sede del Lingotto e il mese di maggio; nel futuro vedremo se sarà possibile creare valore con la cultura o invece distruggerlo con mosse che rischiano di disperdere i consumatori.