Il Diplomatico Sorridente

creato da Ugo Merlone pubblicato 2022/11/20 22:45:00 GMT+1, ultima modifica 2022-12-08T23:21:46+01:00
Conflitto, Comunicazione, Negoziazione, Condominio, Daniele Varè

21 Novembre 2022

I conflitti sono parte della nostra vita quotidiana, ognuno di noi li affronta come sa, spesso in modo istintivo ed anche in buona fede, non sempre tuttavia questo è il modo più efficace. Nell'androne delle scale di un edificio ho trovato il cartello raffigurato nella immagine. L'ho fotografato e mi sono permesso di coprire parte della terza parola, lascio alla fantasia dei lettori immaginarla.


Possiamo certamente condividere l'obiettivo di chi ha scritto il cartello: esortare tutti i coinquilini ad accertarsi che il portone rimanga chiuso la notte. Questo obiettivo ovviamente non può essere raggiunto grazie allo sforzo di una sola persona, è essenziale che ognuno svolga la propria parte a meno di non voler rimanere tutta la notte presso il portone.


Prendiamo allora in considerazione due definizioni di negoziazione, la prima è di Fisher e Ury (1981) "la negoziazione è il modo di raggiungere i propri obiettivi attraverso uno scambio di informazioni volto a raggiungere un accordo con una controparte quando si hanno sia interessi comuni che interessi contrapposti''; la seconda è dovuta a Thompson (2012) "la negoziazione è un processo decisionale interpersonale che si rende necessario quando non è possibile raggiungere i propri obiettivi unilateralmente"

Entrambe le definizioni si applicano bene alla situazione in oggetto. Ci chiediamo ora se il messaggio di esortazione ad assicurarsi che il portone venga chiuso la notte possa raggiungere lo scopo. La seconda parte mette in evidenza gli interessi comuni tra tutti coinquilini. Purtroppo nella prima parte la terza parola (quella che ho parzialmente occultato) rischia di attivare le difese di chi legge offendendo la persona e rischiando addirittura di indurre ad attuare comportamenti opposti a quelli auspicati da chi ha scritto il cartello.

L'approccio usato non rientra certamente nella definizione di diplomazia attribuita da Lax e Sebenius a Daniele Varè: "La diplomazia è l'arte di permettere a qualcuno di fare a modo tuo". Daniele Varè fu diplomatico e scrittore italiano e, secondo Wikipedia venne nel 1934 anticipatamente collocato a riposo dal regime fascista insieme a vari altri diplomatici. Per inciso Daniele Varè è autore del libro Il diplomatico Sorridente. Avrà  sorriso chi ha scritto il cartello? Avranno sorriso i coinquilini che l'hanno letto?